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Vinea Domini

NewsCome scegliere il calice giusto per il tipo di vino?
Come scegliere il calice giusto per il tipo di vino

Come scegliere il calice giusto per il tipo di vino?

Degustazioni e dintorni, amabilmente perdersi per ritrovarsi in un calice di vino…quello giusto però!

Ad ogni vino, o meglio ad ogni bottiglia di Vinea Domini, il suo calice. Chiaro. Ma anche: ammirare la sorte specchiarsi in un bicchiere oppure, nella peggiore delle ipotesi (che ci auguriamo non tocchi mai a noi) perdersi in un bicchiere, in questo caso di vino. Esattamente per questa ragione, vale la pena chiedersi se esista o meno un modo per non rischiare di perdersi e, chissà, fare qualche magra figura agli occhi dei degustatori più esigenti.
La risposta è diretta e chiara. Assolutamente sì. Non è particolarmente difficile, anzi, segue una logica strettamente connessa alla natura stessa dei vini. Sarà sufficiente conoscere bene tutte le particolarità della bottiglia che andiamo a stappare per il nostro ospite degustatore che porterà a una scelta consequenziale del bicchiere entro il quale offriremo i nostri nettari.

Tuffiamoci allora in questa carrellata di calici, prestando attenzione a non romperli.

BICCHIERI SEMPLICI E LINEARI

Regola uno: il bicchiere deve essere semplice e lineare, di vetro, meglio se cristallo, trasparente, senza disegni o decorazioni e soprattutto provvisto di uno stelo o gambo per una perfetta presa da parte del degustatore.

UN BICCHIERE PER TUTTO?

In cantina, spesso gli enologi utilizzano un bicchiere ISO, normalizzato dall’Inao (Institut National de l’Origine et de la Qualité) e dall’Afnor (Association Française de Normalisation). Si tratta di un bicchiere a forma di uovo allungato che si presta alla degustazione di tutte le tipologie di vino. Per una corretta degustazione, il bicchiere va riempito per un terzo e, prima di procedere con la degustazione, va avvinato, in modo da rimuovere qualunque particella o residuo che possa interferire con gli aromi ed i sapori del vino.

OGNI VINO HA IL SUO BICCHIERE? QUASI…

La forma, la grandezza del bicchiere, nonché la sua apertura, sono altresì importanti in quanto ciascun vino possiede delle caratteristiche proprie, che, se conosciute, possono esprimersi meglio se si dispone del giusto strumento. In generale, i bicchieri destinati alla degustazione del vino bianco dovrebbero possedere uno stelo più sottile e allungato così da non scaldare il vino con le mani. I vini bianchi, infatti, si valorizzano meglio se consumati all’interno di bicchieri a forma di tulipano, con aperture allargate.
Ad essere ancor più pignoli nelle indicazioni: sarà leggermente più alto, sebbene della medesima forma, il calice destinato a vini bianchi strutturati. La divisione, quindi, anche tra le bottiglie della speciale selezione Vinea Domini di Gotto d’oro, sarà tra i vini aromatici e semi aromatici, quelli cioè che maggiormente caratterizzano il vitigno bianco legato al territorio capitolino e dei Castelli Romani.

 

Sarà quindi possibile gustare in calici simili tanto l’eccezionale Roma Doc quanto il Frascati Superiore Docg. Entrambi adatti ad accompagnare pasti raffinati e gusti leggeri che ben si sposano con il carattere ricco di aromi gustosi e mai invadenti che caratterizzano questi vini estratti per lo più dalla malvasia. Bicchiere più alto per i bianchi più strutturati che si caratterizzano con maggior forza, consistenza e anche gradazione alcolica, generalmente al di sopra del 13%, come lo Chardonnay, il Sauvignon, e il Viognier caratterizzato da una poderosa esplosione di sapori e una gradazione alcolica al 14% che i sommelier vedono bene addirittura a fianco a cibi della tradizione orientale, in particolare indiana.

UN CALICE ROSATO D’INTERMEZZO

A fare da intermezzo, come forse è giusto che sia, un calice stretto e ancora un po’ più basso che viene utilizzato per i vini rossi novelli e per il rosato che nella famiglia di Vinea Domini risponde al nome di luccicore, rosato di origine nobile e luminoso come il gusto di provenienza del Syrah.

IL BRINDISI PER ECCELLENZA CON UN CORPOSO CALICE DI ROSSO

In termini molto generali, i grandi vini, specie quelli rossi maturi, ottenuti in seguito a lunghi affinamenti, sono apprezzati maggiormente se degustati in grandi bicchieri – per favorire l’ossigenazione – a forma ovoidale con aperture minori sulla sommità. Come non pensare e sognare perdendosi nel gusto profondo e persistente di rossi simbolo per Vinea Domini e per il Lazio come il Cesanese del Piglio, eccellenza nazionale della nostra regione. Un vino rosso al pari delle grandi varietà nobili italiane che ben si sposa col calice più grande e grazie al quale il brindisi trova il corpo e le speranze maggiori, adatte a sposarsi con l’ottativo Prosit!

Vinea Domini i nobili del Lazio

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